Era una sera di agosto e passeggiavo al mercato sul fiume di Takayama, un piccolo paese in Giappone a cinque ore da Tokyo.
Avevo disperatamente bisogno di un nuovo hard disk per scattare altre foto, così mi fermai in una bancarella un po' malconcia, ma aveva quello che cercavo.
Uno strano hard disk con un sole rosso e alcuni caratteri giapponesi, era poggiato sul tavolo del mercatino. Avevo finito la memoria, perciò lo comprai senza pensarci troppo.
Tornato in albergo, iniziai a trasferire le foto che mi portavo dietro dall'Italia in quell'aggeggio...
Improvvisamente, un rumore graffiante provenne dall'hard disk e le incisioni sopra e il sole rosso scomparvero.
Quello che successe dopo corruppe indelebilmente quelle foto.*
*La storia è un'enigma. La realtà è un dubbio che solo tu puoi risolvere.
Burnt Into Skin
Photo and digital (2023)
"Burnt Into Skin" è un'immersione nel regno onirico, dove i confini tra la realtà e l'immaginario si confondono. Una figura femminile, immersa in un bianco e nero straniante, emerge dal buio, simboleggiando un'intima solitudine. Il suo sguardo è fisso verso il basso, un gesto che evoca la malinconia di un sogno perduto.
Blinded Yōkai
Photo and digital (2023)
"Blinded Yōkai" si offre come un enigma visivo avvolto in veli di emozione. L'immagine in bianco e nero di una ragazza che si benda in modo rituale, immerge il fruitore in un mondo dove l'antico si fonde con il futuro, l'umano si intreccia con il digitale e il reale si scontra con il soprannaturale.
Ronin
Photo and digital (2023)
I suoi indumenti sono adornati di kanji antichi e rosso intenso, elementi che non solo definiscono l'immagine, ma sembrano echi di storie dimenticate. Ogni tratto, ogni simbolo, traccia un collegamento diretto con un patrimonio culturale lontano, attivando una conversazione con il passato che vibra all'interno dell'opera.
Trovato utilizza la corruzione digitale per dare un carattere onirico all'immagine. Questo intervento delicato crea una sensazione di irrealtà, come se fosse un frammento di un sogno catturato nel mondo reale. Un sole nero si intravede in lontananza, dando vita a un'atmosfera pervasa di malinconia.
"Ronin" è un'opera che parla di onore perduto e solitudine, di caduta e possibile redenzione. In essa risuona un invito silenzioso a riflettere sulla nostra percezione della realtà, a esplorare l'eco di storie antiche attraverso il linguaggio dell'arte contemporanea. Quest'opera non è solamente una rappresentazione visiva, ma un'esperienza che collega l'osservatore con un mondo dove l'emozione è la dominante.